Agroindustria, Capacchione: “Bene ‘Filiere di Puglia’, ora più integrazione tra politiche e più valore trattenuto sul territorio”
Accogliamo con favore e apprezzamento l’avvio del bando ‘Filiere di Puglia’, presentato oggi dall’Assessore nel corso dell’incontro congiunto tenutosi presso Confindustria, che rappresenta un segnale importante di collaborazione istituzionale tra sistema pubblico e rappresentanza delle imprese. Una sinergia che riteniamo strategica e che va ulteriormente rafforzata per dare piena efficacia agli strumenti di sviluppo.
Si tratta di una misura che va nella direzione, da sempre auspicata, di rafforzare la capacità di trasformazione e valorizzazione delle produzioni agricole regionali. Con una dotazione di 40 milioni di euro e la possibilità di sostenere investimenti fino a 4 milioni per impresa, il bando può incidere in modo concreto sulla competitività del sistema agroalimentare pugliese.
Va considerato che il comparto agroalimentare incide in maniera rilevante sull’economia pugliese, rappresentando una quota stimabile tra il 10% e il 15% del PIL regionale se si considera l’intera filiera estesa (produzione, trasformazione e distribuzione). Intervenire sulla trasformazione significa quindi agire direttamente su una leva strategica di crescita del PIL regionale, con potenziali incrementi percentuali dell’ordine di alcuni decimi di punto nel medio periodo, grazie all’aumento del valore aggiunto trattenuto sul territorio.
Oggi, tuttavia, permane una criticità strutturale: la Puglia trasforma ancora una quota limitata delle proprie produzioni agricole, con una perdita evidente di valore aggiunto a favore di altri territori. Questo si traduce in minore PIL, minore redditività per le imprese e minori opportunità occupazionali.
Particolarmente positiva è quindi l’attenzione alla filiera, all’innovazione e all’inclusione di comparti fondamentali come quello caseario, così come il sostegno a modelli produttivi orientati alla sostenibilità e all’integrazione tra imprese. Tuttavia, come Confederazione degli Agricoltori e Agroindustriali della Capitanata, riteniamo necessario collocare queste misure all’interno di una strategia ancora più organica.
Ribadiamo con forza la necessità di una sempre maggiore armonizzazione tra strumenti regionali, nazionali e Piano Strategico della PAC: solo attraverso un sistema coordinato sarà possibile massimizzare l’efficacia degli investimenti, ridurre la frammentazione e consentire alle imprese di programmare con certezza.
Allo stesso tempo, occorre imprimere una spinta ancora più decisa alle politiche di industrializzazione agroalimentare, affinché l’intero ciclo produttivo — dalla materia prima alla trasformazione fino alla commercializzazione — rimanga in Puglia. È qui che si gioca la vera partita del PIL, del lavoro e della competitività territoriale.
Come rappresentanza datoriale continueremo a collaborare con la Regione, anche nel solco del confronto avviato oggi con Confindustria, per trasformare queste risorse in crescita strutturale, rafforzamento delle filiere e sviluppo duraturo del sistema agroindustriale pugliese.
